PT, INR, aPTT e fibrinogeno: gli esami della coagulazione
Il PT (tempo di protrombina) e l'aPTT (tempo di tromboplastina parziale attivata) misurano in quanti secondi il plasma forma un coagulo in laboratorio; l'INR è il PT espresso in modo standardizzato, confrontabile tra laboratori diversi; il fibrinogeno è la proteina da cui nasce la rete del coagulo. Valori normali indicano che i fattori della coagulazione funzionano; valori alterati possono dipendere da farmaci anticoagulanti, malattie del fegato, carenza di vitamina K o, più raramente, da difetti congeniti.
In breve
- PT/INR esplorano la via "estrinseca" e comune della coagulazione; aPTT la via "intrinseca" e comune.
- Nelle persone che non assumono anticoagulanti l'INR è in genere intorno a 1.
- Chi assume anticoagulanti antagonisti della vitamina K controlla periodicamente l'INR: l'intervallo da mantenere e ogni modifica della terapia li stabilisce il medico o il centro TAO.
- Un valore "allungato" significa che il sangue coagula più lentamente in provetta.
- Il fibrinogeno sale con l'infiammazione e scende nelle malattie gravi del fegato e nella CID.
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A cosa servono gli esami della coagulazione
La coagulazione del sangue è una sequenza di reazioni in cui proteine chiamate fattori della coagulazione si attivano a catena fino a trasformare il fibrinogeno in fibrina. PT e aPTT non riproducono esattamente ciò che avviene nel corpo, ma permettono di capire se qualche "anello" della catena è carente o rallentato.
Il medico può richiedere questi esami:
- prima di un intervento o di una procedura invasiva, se la storia clinica lo suggerisce;
- per indagare sanguinamenti anomali o lividi facili, insieme alla conta delle piastrine;
- per valutare la funzione del fegato, che produce la maggior parte dei fattori;
- per monitorare una terapia anticoagulante (INR per gli antagonisti della vitamina K, aPTT per l'eparina non frazionata in ospedale);
- in situazioni gravi come sepsi o traumi, per riconoscere una coagulazione intravascolare disseminata (CID), insieme al D-dimero.
Valori di riferimento indicativi
| Esame | Come può comparire sul referto | Intervallo indicativo |
|---|---|---|
| PT (tempo di protrombina) | secondi | circa 11–13,5 s |
| PT come attività | % | circa 70–120% |
| PT ratio / INR | numero senza unità | circa 0,8–1,2 |
| aPTT | secondi | circa 25–35 s (molto variabile tra metodi) |
| aPTT ratio | numero senza unità | circa 0,8–1,2 |
| Fibrinogeno | mg/dL | circa 200–400 mg/dL |
I tempi in secondi dipendono dai reagenti e dagli strumenti del laboratorio: fa fede l'intervallo riportato sul referto. Attenzione: un'attività in percentuale bassa corrisponde a un PT allungato.
PT e INR
Il PT misura il tempo di coagulazione dopo l'aggiunta di fattore tissutale al plasma. Dipende dai fattori VII, X, V, II (protrombina) e dal fibrinogeno, molti dei quali richiedono la vitamina K per essere prodotti dal fegato.
Poiché i reagenti differiscono tra laboratori, il PT in secondi non è confrontabile da un laboratorio all'altro. L'INR (International Normalized Ratio) corregge questa differenza con un calcolo standard: per questo è il valore usato per seguire nel tempo la terapia anticoagulante.
PT/INR allungato: cause possibili
- Terapia con anticoagulanti antagonisti della vitamina K (come warfarin), attesa e voluta.
- Malattie del fegato, che riducono la produzione dei fattori (spesso con alterazione di bilirubina e altri esami epatici).
- Carenza di vitamina K: malassorbimento, alimentazione molto scarsa, alcuni antibiotici prolungati, neonati.
- CID, carenze congenite di singoli fattori (rare).
Un PT/INR leggermente più basso del range di solito non ha significato clinico.
INR nei pazienti in terapia anticoagulante
Le persone in terapia anticoagulante orale (TAO) con antagonisti della vitamina K controllano l'INR periodicamente, perché l'effetto del farmaco varia con l'alimentazione, altri farmaci, malattie intercorrenti. L'obiettivo è mantenere l'INR in un intervallo terapeutico stabilito dal medico in base al motivo della terapia: spesso è tra 2 e 3, ma in alcune condizioni (per esempio certe protesi valvolari meccaniche) può essere diverso.
Chi decide la terapia
Il dosaggio dell'anticoagulante e i suoi aggiustamenti li stabilisce solo il medico o il centro TAO che ti segue, in base al valore di INR e alla tua situazione. Non modificare, saltare o raddoppiare le dosi di tua iniziativa e comunica sempre al centro nuovi farmaci, integratori, cambiamenti importanti della dieta, interventi o esami invasivi programmati.
Gli anticoagulanti orali diretti (anti-fattore Xa e anti-trombina) non si monitorano con l'INR: possono modificare PT e aPTT in modo non prevedibile, per cui il valore non riflette l'effetto del farmaco. Anche questo va interpretato dal medico.
aPTT
L'aPTT esplora i fattori XII, XI, IX e VIII oltre a quelli della via comune. Si usa per monitorare l'eparina non frazionata in ospedale e per indagare alcune tendenze emorragiche.
aPTT allungato: cause possibili
- Terapia con eparina o altri anticoagulanti.
- Carenza di fattore VIII o IX, come nell'emofilia, o malattia di von Willebrand.
- Presenza di anticorpi come il lupus anticoagulant, che in provetta allunga l'aPTT ma nel corpo può favorire la trombosi.
- Malattie del fegato, CID, carenza di vitamina K (spesso insieme al PT).
- Problemi del campione: provetta non riempita correttamente o prelievo difficoltoso.
Un aPTT accorciato è in genere poco significativo; a volte riflette un aumento di fattore VIII, per esempio durante un'infiammazione.
Fibrinogeno
Il fibrinogeno (fattore I) è la proteina che, trasformata dalla trombina, diventa fibrina. È anche una proteina di fase acuta, come la PCR, e contribuisce all'aumento della VES.
| Fibrinogeno | Cause possibili |
|---|---|
| Alto | Infiammazioni e infezioni, gravidanza, fumo, obesità, dopo interventi o traumi, alcuni tumori |
| Basso | Consumo eccessivo (CID), malattie gravi del fegato, emorragie importanti con trasfusioni massive, rari difetti congeniti, alcune terapie |
Come si esegue il prelievo
Gli esami della coagulazione si eseguono con un normale prelievo venoso in una provetta con citrato (tappo azzurro), che va riempita fino al segno: un riempimento scarso altera il rapporto con l'anticoagulante e i risultati. Il digiuno in genere non è necessario per questi esami, ma segui le indicazioni del laboratorio. Riferisci sempre i farmaci che assumi. Per chi è in TAO esistono anche apparecchi per la misura dell'INR su goccia di sangue capillare, usati in alcuni centri o a domicilio sotto la guida del centro.
Quando chiamare il 112 / andare in Pronto Soccorso
- Sanguinamento abbondante che non si ferma, vomito con sangue o feci nere, sangue nelle urine abbondante, soprattutto se assumi anticoagulanti.
- Trauma cranico, anche lieve, in chi assume anticoagulanti; mal di testa improvviso e molto forte.
- Debolezza improvvisa di un lato del corpo, difficoltà a parlare, perdita della vista.
Quando rivolgersi al medico
- INR fuori dall'intervallo indicato dal centro TAO: contatta il centro o il medico per le indicazioni, senza cambiare le dosi da solo.
- Lividi frequenti senza motivo, sanguinamento dalle gengive o dal naso ricorrente, mestruazioni molto abbondanti.
- PT, aPTT o fibrinogeno alterati in esami di routine o pre-operatori.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra PT e INR?
Sono lo stesso esame espresso in modi diversi. Il PT è il tempo in secondi; l'INR è un rapporto standardizzato che rende confrontabili i risultati tra laboratori diversi.
INR alto senza anticoagulanti: cosa può significare?
Tra le cause possibili ci sono malattie del fegato, carenza di vitamina K o, più raramente, carenza di un fattore della coagulazione. A volte si tratta di un problema del campione. Va valutato dal medico, spesso ripetendo l'esame.
Quale INR devo avere se sono in terapia anticoagulante?
L'intervallo da mantenere dipende dal motivo per cui assumi l'anticoagulante e lo stabilisce il medico o il centro TAO. Spesso è tra 2 e 3, ma non sempre: fai riferimento alle indicazioni scritte che ti hanno dato.
Gli alimenti possono modificare l'INR?
Per chi assume antagonisti della vitamina K sì: grandi variazioni nel consumo di alimenti ricchi di vitamina K (come alcune verdure a foglia verde), alcol e alcuni integratori possono influire. In genere si raccomanda un'alimentazione costante; i dettagli li fornisce il centro TAO.
aPTT allungato prima di un intervento: è grave?
Spesso si tratta di un problema del campione o di una condizione senza conseguenze, ma va chiarito prima dell'intervento. Il medico può ripetere l'esame e, se serve, richiedere approfondimenti.
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità – ISSalute, issalute.it
- Federazione Centri per la diagnosi della trombosi e la Sorveglianza delle terapie antitrombotiche (FCSA)
- MSD Manuals – versione per il pubblico, msdmanuals.com
- MedlinePlus – Prothrombin Time Test and INR, medlineplus.gov
- NHS – Blood tests, nhs.uk