Donazione di plasma e piastrine (aferesi)
Con l'aferesi si dona soltanto una parte del sangue: un separatore cellulare preleva il sangue, ne trattiene il componente desiderato (il plasma nella plasmaferesi, le piastrine nella piastrinoaferesi) e restituisce subito al donatore tutto il resto. La seduta è più lunga di una donazione di sangue intero, ma il recupero è più rapido e gli intervalli tra una donazione e l'altra sono più brevi.
In breve
- Plasmaferesi: si dona solo plasma, la parte liquida del sangue.
- Piastrinoaferesi: si donano piastrine, spesso insieme a una quota di plasma.
- Il circuito è sterile e monouso; globuli rossi e altre cellule tornano al donatore.
- Dal plasma si producono medicinali salvavita: albumina, immunoglobuline, fattori della coagulazione.
- Per i farmaci plasmaderivati l'Italia non è ancora del tutto autosufficiente: servono più donatori di plasma.
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Che cos'è l'aferesi
Il sangue è formato da una parte liquida, il plasma, in cui sono sospese le cellule: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine (vedi la composizione del sangue). Nella donazione tradizionale si raccoglie sangue intero, che viene poi separato in laboratorio. Nell'aferesi, invece, la separazione avviene durante la donazione, grazie a un'apparecchiatura che centrifuga il sangue in un circuito chiuso.
A seconda dell'apparecchiatura, il sangue viene prelevato e restituito dallo stesso braccio a cicli alterni, oppure in flusso continuo. Al sangue viene aggiunta una soluzione anticoagulante a base di citrato, per evitare che coaguli nel circuito.
Plasmaferesi
Nella plasmaferesi si raccoglie solo plasma. Poiché i globuli rossi vengono restituiti, l'organismo non deve ricostituirli: il plasma, composto in gran parte da acqua, sali e proteine, si rigenera molto più in fretta. Per questo l'intervallo minimo tra due donazioni di plasma è più breve di quello previsto per il sangue intero, e chi ha valori di ferritina o emoglobina al limite può talvolta essere indirizzato verso questo tipo di donazione.
Il plasma raccolto può essere usato in due modi: come plasma per uso clinico, trasfuso per esempio in caso di gravi disturbi della coagulazione, oppure inviato all'industria per la produzione di medicinali plasmaderivati. Tutti i gruppi sanguigni sono utili; il plasma del gruppo AB, che non contiene anticorpi anti-A né anti-B, è particolarmente prezioso per l'uso clinico (vedi compatibilità tra gruppi sanguigni).
Piastrinoaferesi
Le piastrine sono le cellule che avviano la coagulazione. Servono soprattutto a pazienti con leucemie e altri tumori del sangue, a chi riceve chemioterapia o trapianto di midollo, e in caso di gravi piastrinopenie o emorragie. Si conservano a temperatura ambiente, in agitazione continua, e scadono dopo pochi giorni: per questo devono essere donate in modo costante.
Con la piastrinoaferesi si ottiene da un solo donatore una quantità di piastrine sufficiente per una dose terapeutica, che altrimenti richiederebbe di riunire le piastrine di più donazioni di sangue intero. Per questo tipo di donazione il medico valuta anche il numero di piastrine del donatore.
Come si svolge la donazione in aferesi
- Selezione. Questionario, colloquio e controlli, come per ogni donazione. Di solito si accede all'aferesi dopo almeno una donazione di sangue intero andata bene, ma i criteri possono variare.
- Collegamento al separatore. Un ago in una vena del braccio, collegato a un kit sterile e monouso.
- Separazione. L'apparecchio preleva il sangue, trattiene plasma o piastrine e restituisce il resto; nella plasmaferesi può essere reinfusa anche una soluzione fisiologica.
- Durata. Più lunga del sangue intero: in genere meno di un'ora per il plasma, di più per le piastrine, secondo l'apparecchio e il donatore.
- Dopo. Riposo, ristoro e idratazione, con le stesse accortezze descritte in come funziona la donazione.
Possibili disturbi
Oltre ai disturbi comuni a ogni donazione (piccolo ematoma, capogiro), l'anticoagulante può dare un leggero formicolio alle labbra o alle dita, oppure una sensazione di freddo. Va segnalato subito al personale, che può rallentare la procedura: di solito scompare rapidamente.
I medicinali plasmaderivati
Dal plasma, attraverso un processo industriale di frazionamento, si estraggono proteine che diventano farmaci. I principali sono:
- albumina, usata per esempio in alcune malattie del fegato, ustioni estese e stati di shock;
- immunoglobuline, fondamentali per le persone con immunodeficienze e per alcune malattie autoimmuni e neurologiche;
- fattori della coagulazione (come il fattore VIII e il fattore IX), per chi ha l'emofilia o altri difetti della coagulazione;
- altre proteine, come l'antitrombina e diversi concentrati usati in situazioni specifiche.
Per molti pazienti questi farmaci sono terapie a lungo termine, senza alternative equivalenti.
Perché conta l'autosufficienza
La legge italiana pone l'obiettivo dell'autosufficienza nazionale di sangue, emocomponenti e plasmaderivati, basata su donazioni volontarie e gratuite. Il plasma donato in Italia viene lavorato dall'industria in conto lavorazione: resta di proprietà pubblica e i farmaci ottenuti tornano alle Regioni per i pazienti del Servizio Sanitario Nazionale.
Per i globuli rossi il sistema italiano copre in generale il fabbisogno; per alcuni plasmaderivati, in particolare le immunoglobuline, la richiesta è in crescita e una parte del fabbisogno è ancora coperta con prodotti acquistati sul mercato. Aumentare le donazioni di plasma è quindi una delle priorità indicate dal Centro Nazionale Sangue e dalle associazioni di donatori.
Vuoi donare plasma o piastrine?
Chiedi al tuo Servizio Trasfusionale o alla tua associazione se il centro esegue aferesi e se sei idoneo. Requisiti e intervalli dipendono dalla normativa e dalla valutazione del medico: trovi un quadro generale nella pagina sui requisiti per donare.
Domande frequenti
Donare plasma è più faticoso che donare sangue?
Di solito no: la seduta è più lunga, ma poiché i globuli rossi vengono restituiti molte persone la tollerano bene e si riprendono rapidamente. Le sensazioni individuali variano.
Ogni quanto si può donare il plasma?
L'intervallo minimo è più breve rispetto al sangue intero e la normativa fissa anche un limite annuale di volume e di numero di donazioni. Il calendario personale lo stabilisce il medico del centro.
Si può donare il plasma se si è donato il sangue da poco?
Esistono intervalli minimi anche tra tipi diversi di donazione. Chiedi al centro trasfusionale quale sia il momento giusto nel tuo caso.
Il plasma donato viene pagato?
No. In Italia anche la donazione di plasma è volontaria, anonima e gratuita, come quella di sangue intero.
Fonti
- Centro Nazionale Sangue – centronazionalesangue.it
- AVIS – Associazione Volontari Italiani del Sangue – avis.it
- Ministero della Salute – salute.gov.it
- Istituto Superiore di Sanità – ISSalute – issalute.it
- Legge 21 ottobre 2005, n. 219, "Nuova disciplina delle attività trasfusionali e della produzione nazionale degli emoderivati"